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L'accelerazione di particelle nei fumetti

Una testimonianza del nostro fenomeno artificiale nei fumetti è data dalla storia "Topolino e l’acceleratore nucleare", comparsa sul n.1563 di Topolino il 10 novembre 19 85. La storia, sceneggiata da Alessandro Bencivenni e disegnata da Massimo De Vita, è ambientata al Cern di Ginevra nel periodo in cui era in costruzione il Lep, all’epoca il più grande acceleratore di particelle esistente, oggi sostituito da Lhc. Nel link , una breve opinione dello sceneggiatore a riguardo.

Le forme sostitutive dell'accelerazione di particelle

Quando l'accelerazione di particelle è ricreata artificialmente, viene utilizzato un macchinario molto avanzato e costoso, l'acceleratore di particelle. Questo può essere di due tipi principali: acceleratore ad alte energie ed acceleratore a bassa energia. Il primo è il tipo più noto, poiché utilizzato nella ricerca dai fisici delle particelle. Un esempio si trova al CERN di Ginevra. Il secondo è il tipo più diffuso, dato che fino a qualche anno fa nelle televisioni presenti nelle case di tutti vi era il tubo catodico. Un altro esempio di utilizzo è quello degli apparecchi per le radiografie con raggi X. Un'altra classificazione, in base alla traiettoria seguita dalle particelle, che può essere o lineare oppure circolare. Nel primo caso si parla di acceleratori lineari, nel secondo di acceleratori circolari. L'ultimo tipo di classificazione è fatta considerando il tipo di particella accelerata: per le macchine circolari ad esempio si hanno elettrone-positrone, ...